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L’Europa e le criptovalute

Lo avevo promesso la scorsa settimana, quando ho scritto il post «La legislazione internazionale in materia di criptovalute». Ecco, dunque, cosa la nostra cara e vecchia Europa ha prodotto in tema di criptovalute.

Le pronunce dell’EBA (European Banking Authority) sono state diverse negli anni.

La prima risale al 2012 ed è condensata nel Virtual Currency Schemes.

In questo report l’Autorità bancaria europea prevedeva la crescita esponenziale del mercato delle criptovalute e la considerava «una sfida per le autorità pubbliche, data l’incertezza giuridica che circonda questi schemi».

Un anno dopo, l’EBA ha emesso un’avvertenza (Warning to consumers on virtual currencies) sui rischi derivanti dal trading di criptovalute come bitcoin. Non essendoci un controllo centralizzato, è il ragionamento dell’EBA, chi detiene criptovaluta può essere a rischio di perdere il proprio denaro.

Nel 2014 l’EBA torna sul fenomeno ed emette un parere indirizzato al Consiglio UE, alla Commissione europea e al Parlamento europeo stabilendo i requisiti che sarebbero necessari per regolamentare le criptovalute.

Nell’EBA opinion on virtual currencies è scritto che per poter godere dei benefici delle criptovalute (come transazioni più veloci e meno costose) è necessaria una regolamentazione completa che eviti i rischi già segnalati in precedenza.

Nel 2015 stavolta è la BCE (Banca centrale europea) ad analizzare il sistema delle criptovalute.

Nel Virtual currency schemes – a further analysis la Banca centrale europea avverte le autorità finanziarie dei paesi europei: senza una regolamentazione, e in caso di un incidente con le criptovalute, la gente potrebbe perdere fiducia nei confronti di un sistema di pagamento che fornisce svariati vantaggi.

L’ultima analisi dell’EBA (Opinion of the European Banking Authority on the EU Commission’s proposal to bring Virtual Currencies into the scope of Directive) risale all’agosto scorso.

Complice l’acuirsi del fenomeno terroristico, l’EBA sottolinea come le autorità di vigilanza dei Paesi membri debbano dotarsi di una legislazione che affronti il tema delle criptovalute anche in chiave antiriciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

L’elemento che accomuna gli studi degli organismi europei è il tema della mancanza di un controllo centrale che è poi il punto di forza secondo i sostenitori delle criptovalute. E tu che ne pensi? Scrivimi!

mm

Riccardo

Sono Riccardo e sto ancora cercando di far capire a mia nonna che significa fare il trader. Delle criptovalute mi affascina il senso di libertà che generano. E i guadagni che permettono!

8 thoughts to “L’Europa e le criptovalute”

  1. DESIDEREREI INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE IN MERITO ALLA CRIPTOVALUTA ONECOIN……….VISTI DIVERSI MILIONI DI PERSONE NEL PIANETA,NE SONO IN POSSESSO……GRAZIE!

    1. Ciao Salvo, continua a seguirci anche su Facebook (http://bit.ly/2eLuiW3) e iscriviti alla nostra newsletter (http://bit.ly/2dK02cH). La prossima settimana preparerò nuovi contenuti per tutti gli amanti delle criptovalute. Pensavo anche a delle settimane tematiche per spiegare nel dettaglio tutte le criptovalute più diffuse. Che ne pensi?

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